Nives De Meo:

Coalizione di nazioni-democratiche in sostituzione dell'ONU?

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marzo 2003

 
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Ne ho sentito parlare favorevolmente da Giuliano Ferrara  (la volpe...<----benevolmente...),
cui ha fatto eco l'approvazione de il gatto,
vale a dire quel quarant'enne,
pure dall'intelligenza ancora un p' infantile, caparbia ed emozionalmente intollerante,
del suo assistente dal cognome infelicemente famoso (Sofri) e dal nome quasi sconosciuto,
a «Otto e 1/2», su La7:
un talk show di ottimo livello intellettuale e di discreta audience nel deserto dei programmi di qualità delle nostre tivù, non fosse per lo spessore culturale di molti dei suoi ospiti di varia provenienza geografica e politica.

Non so se l'idea fosse partita proprio da Ferrara, ma la questione è irrilevante.
Rilevante invece è che nessuno si è accorto della....


 
... contraddizione essenziale latente in tale proposta.

Per comprenderla è necessario ritornare a riflettere su che cosa sia democrazia e domandarsi quando l'esigenza di una struttura democratica, come architettura politica di un popolo o di un gruppo in generale, si sia posta nel corso della storia all'interno di alcune nazioni.
Se si dimentica questo si rischia di cadere nella contraddizione annunciata.

La storia del nostro pianeta,
sopratutto nei tempi più remoti, quando la distribuzione demografica mondiale frazionata sulla terra, non raggiungeva i grandi numeri come quella attuale,
è stata dominata da stirpi intere di monarchie o addirittura da imperi monocratici, senza che queste forme di strutture politiche costituissero necessariamente una forma di oppressione per quanti ne subivano l'egemonia. Ci sono stati regni e imperi prosperi e felici, la cui memoria è conservata nelle fiabe e nei miti di interi popoli.

La struttura democratica si è venuta ad imporre come esigenza o come necessità quando,
(... per una maggior presa di coscienza dei diritti umani...?)
all'interno di un popolo, le divergenze o i contrasti da quello di potere a quello economico, sono emersi in modo macroscopico, da non permettere più alle strutture politiche verticistiche e piramidali di contenere le dinamiche conflittuali delle relazioni sociali.

Le stesse religioni monoteiste ne sono una convalida effettiva, in quanto proiezioni antropologiche, sui piani di rappresentazione del sacro e del divino, delle situazioni di fatto reali di governi di intere generazioni di popoli.

In altre parole, l'esigenza di regole e di atteggiamenti sociali democratici si impongono prevalentemente per due motivi fondamentali:

-la demografia dei grandi numeri
- l'insorgere di conflitti di opinioni e di potere non più gestibili a livello mono-centrale.

L'idea di democrazia dunque nasce come esigenza dove sussistono relazioni conflittuali, nasce e si costituisce come una forma di controllo della convivenza e delle relazioni  sociali quando i conflitti tra gruppi di poteri non sono più  controllabili da un centro di potere.

Un popolo o un'associazione di popoli che condividono l'opinione della superiorità di una struttura democratica, paradossalmente, non necessita di un organismo democratico che la regga in quanto è auto-reggentesi per natura!

Una coalizione di nazioni democratiche si presenta dunque contraddittoria nel momento in cui  esclude dal proprio interno qualsiasi posizione divergente o atteggiamento d'opinione che non condivide la superiorità della democrazia rispetto a qualsiasi altra forma di struttura politica.

La democrazia si impone come dinamica relazionale laddove già non regna!

Una coalizione di democrazie  (modello G8) che volesse imporsi nelle decisioni da prendere sulle questioni fondamentali per l'umanità e il futuro geopolitico del nostro pianeta, sarebbe una forma di oligarchica dittatura ed eserciterebbe una sorta di prepotenza su quelle nazioni che non sono rette (ancora?) da governi democratici.
La questione è molto sottile.
E qui non si discute sulla bontà degli effetti sociali che una democrazia può produrre...quando è realmente tale!

Una democrazia che non prevede dissenso su qualsiasi questione essenziale è una democrazia  inutile.

L¹Onu non è quindi fallito come governo sovranazionale perché al suo interno ospitava nazioni non-democratiche, ma per altre e più complesse ragioni che andrebbero indagate con maggior oculatezza e non con l'ingenuità di quanti credono di risolvere questo problema con l'idea antidemocratica di una semplice coalizione di nazioni tutte democratiche.

 

 

 
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