Alberto Madricardo: Il naufragio della Medusa

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17 luglio 2002

 
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Le migrazioni e il mare: dimensione dello spirito

 

I naufraghi della  Medusa

Theodore Gericault

 

Sono il simbolo  più impressionante del fenomeno della migrazione oggi in atto. Le chiamano le “carrette del mare”.  Stipati fino all’inverosimile, uomini donne e bambini a centinaia, su relitti che galleggiano a stento, vanno  pressoché alla deriva, e impiegano anche mesi per compiere un tragitto che su una nave normale si fa  in qualche giorno. Giungono alle nostre coste esausti e  praticamente in balia delle onde. La loro  silenziosa attesa sulla tolda, i loro occhi sgranati, offrono uno spettacolo insieme solenne e tremendo della condizione umana, un’esperienza indimenticabile per  coloro che, per primi dalla  riva, li accolgono.

Il mare, la nave, il naufragio sono stereotipi profondamente radicati nella mente e nell’inconscio collettivo  degli uomini, suscitano la loro fantasia, attivano richiami profondi. La navigazione assomiglia alla vita, ai suoi rischi ed imprevisti. Il viaggio per mare è avventura per eccellenza e forte e suggestivo è il suo impiego metaforico. Il mare rappresenta qualcosa che assomiglia all’infinito, che l’uomo teme e da cui insieme è attratto.

Dalla vicenda biblica di Giona, al viaggio di Ulisse, nella sua interminabile peregrinazione nel Mediterraneo, alla “secondo navigazione” di cui parla Platone indicando con ciò il percorso dell’anima che, contrastando l’attrazione del mondo sensibile come una corrente avversa, risale verso la liberazione dello spirito, alla metafora della  navicella della chiesa di cui Cristo è il nocchiero dell’iconografia cristiana, al naufragio di Robinson Crusoe sull’isola deserta della sua vita, solo per citare alcuni sommari riferimenti, la nostra tradizione  sente da sempre il viaggio per mare e la nave  come dimensioni dello spirito. La navigazione  manifesta una profonda analogia con

 la esistenza umana, che si svolge in condizioni di precarietà in uno scenario infinito. In questo si può morire o anche forse  rinascere. Affidarsi al mare è come perdersi per, forse, ritrovarsi nell’infinito.

Su navicelle funerarie venivano lasciati al mare i defunti in età preistorica, e su navi senza equipaggio erano abbandonati folli ed appestati medievali, o i bambini della omonima crociata, affinché la Provvidenza li conducesse con la sua mano invisibile a liberare  la Terra santa.  Ma anche, su un vascello sboccia l’amore proibito di Tristano e Isotta, o ad un vascello si riferisce la fantasia  di Dante, espressa nel famoso sonetto in cui il poeta rappresenta il suo desiderio di andare per mare a piacere, “a vento a vento” con gli amici e le donne amate, “ragionando d’amore”.  

La visione di navi fantasma, che  errano per i mari privi di equipaggio,  ispirano per secoli i sogni e gli incubi dei marinai.  

La nave, osserva Herman Melville, autore di Moby Dick, in gioventù navigatore sui mari del Sud, è  in piccolo quello che il  mondo è solo un po’ più in grande. Donoso Cortez afferma che l’umanità è una nave che va alla deriva  guidata da folli.

Ci sono naufragi che hanno profondamente impressionato l’anima umana. Come quello della Medusa, immortalato in un famoso quadro di  Gericault, o quello del Titanic, che ha ispirato numerosi film. Sul mare e nel naufragio l’umanità si percepisce  in tutta la sua smarrita fragilità, in preda alla sorte imprevedibile. Su navi alla deriva sono spesso custoditi  segreti di orribili delitti, come su quella di Benito Cereno, il comandante di una nave condannata, dell’omonimo racconto di Melville, o una carretta del mare  superaffollata è quella su cui perde il suo onore di ufficiale di marina, per paura del naufragio, “Lord Jim”. Chissà  se gli scafisti criminali che non esitano ad abbandonare a se stessi i loro passeggeri, o addirittura in certi casi  a gettarli in mare, hanno letto il capolavoro di Josesph Conrad.

Nel 1947, sulla zattera chiamata Kon –tiki, Thor Hejerdahl compì l’impresa di attraversare l’Oceano Pacifico.  La imbarcazione era costruita con tecniche rigorosamente preistoriche, per dimostrare che era possibile agli uomini dell’età della pietra compiere traversate di migliaia di chilometri via mare e colonizzare terre transoceaniche.

 

La spedizione del  Kon-Tiki

Ma la migrazione percorre, anche via terra, tutti  i continenti. Ha motivazioni economiche, ma anche politiche, sociali, climatiche e psicologiche, in parte evidenti o facili da individuare, in parte misteriose, come quelle che determinarono, nei millenni che affondano nella notte dei tempi, le Völkerwanderungen”, le ondate migratorie dagli altipiani e dalle pianure dell’Asia centrale verso la “terra del tramonto”, l’occidente europeo.

Come si sa, l’impero romano venne travolto da successive invasioni  poste in atto da popolazioni nomadi, per lo più di stirpe germanica. Stanziamenti vichinghi compiuti via mare nel nord della Gallia (l’attuale Normandia) o di Varieghi ad est,che si spostavano lungo i fiumi delle grandi pianure  in Russia, ebbero conseguenze storiche grandissime per l’Europa. Più ancora le migrazioni che si misero in moto dopo la scoperta dell’America, per la colonizzazione di questo continente, compiuta al prezzo di spaventosi genocidi, che hanno ampliato il nostro orizzonte  e dato una svolta decisiva alla civiltà europea e al mondo.

Pare che ogni estensione dell’”economia mondo”, come definisce Wallerstein l’insieme delle relazioni economiche, politiche, culturali che  creano un sistema relativamente autosufficiente in una parte della terra - quale fu, per esempio, quello costituito dall’Impero romano - oltre le sue periferie comporti, quasi per contraccolpo, un movimento migratorio verso il centro del sistema stesso.

Ma da sempre l’uomo è migrante. A fronte di qualche decina di secoli di sedentarietà, abbiamo una precedente vicenda dell’umanità nomade che dura decine e decine, se non centinaia di migliaia di anni, nel “tempo profondo” della preistoria. 

Tutti in fondo ci troviamo nella nostra vita come su una carretta del mare: l’uomo è un migrante nello spazio, ma anche nel tempo. La sua vita è comunque un viaggio, anche se  non si sposta fisicamente di un metro dal luogo in cui è nato.

La presenza dello straniero è un elemento da sempre importante nella nostra cultura e nella nostra  spiritualità. Dicevano gli antichi Greci a questo proposito: “Quando bussa alla tua porta uno straniero, fai attenzione: potrebbe essere  un dio”.    

 

Alberto Madricardo

 

 

Alcuni siti consultabili per approfondimenti della questione delle migrazioni nel mondo e dell’immigrazione in Italia

 

http://www.caritas.it/ambrosiana/dosier99.htm

Caritas italiana: Dossier 1999 sull'immigrazione.

http://www.ismu.org/italiano/index.htm

Rapporto sull’immigrazione.

http://www.cestim.org

Centro studi Immigrazione: documentazione statistica, materiali didattici.

http://www.un.org

Nazioni Unite: documentazione sui profughi e rifugiati.

http://www.ecn.org/macondo/leggi.html

Macondo associazione: Indice leggi sull’immigrazione.

http://www.visa-free.com

Legislazione sull’immigrazione in n. 10 nazioni.

http://www.manitese.it/cres/cres.htm

Onlus di cooperazione allo sviluppo: materiale interessante e vasto sul fenomeno dell’immigrazione.

http://centropace.hupermart.net/istituzioni.htm

Centro Internazionale per la Pace tra i Popoli: Iniziative e spiegazioni su numerosi Enti ed Associazioni operanti nel settore pace e diritti umani quali: A.C.N.U.R., Amnesty International, Croce Rossa, Unicef, etc .

http://www.unimondo.org/guide/immigrazione/immigrazione-links

Unimondo: rete di collegamento fra organismi ed altre entità impegnate nel campo solidarietà internazionale, documentazione su immigrazione.

http://www.cepadu.unipd.it

Archivio Pace e Diritti Umani dell’Università di Padova: documentazione si profughi e rifugiati.

http://www.citinv.it/pubblicazioni/noidonne/ndset96/prostituzione/html

Materiale sulle donne immigrate nel raket della prostituzione.

http://www.citinv.it/poli/immigrazione/omap.ntm

Materiale sull’immigrazione: flussi, cause, attualità.

http://www.comboniani.org/nigrizia

Rivista Nigrizia attenta ai problemi del sud del mondo , ma anche alle realtà di emarginazione nel nord del mondo.

http://www.ein.org.uk

Diritti riguardanti l’immigrazione, i rifugiati, leggi e procedure nel Regno Unito. In inglese.

http://www.minorityrights.org

Promuove i diritti delle minoranze nel Regno Unito. In inglese.

http://www.magenta.nl/crosspoint

Sito sull’antirazzismo. In inglese.

http://www.egroups.com/group/bancadatiservizirifugiati/

Banca Dati Servizi Rifugiati con i dati più recenti del Ministero dell'Interno italiano.

 

 

 
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