Nives De Meo:  Universalità non date e identità locali

aa

settembre 2000

 
aaaaa  

Dawnload del testo

 

Ripresa della "presentazione" ai seminari Nemus 2001-2001

  

Come  porre rimedio a questo processo di frammentazione delle identità che, nella loro integrità, costellano un mondo completamente discretizzato ?

 
Senza  correre il rischio che si produca  con-fusione caotica ?

 
Si impone, io credo, l'urgenza di operare una scelta etica.

 
Per etica intendo l'insieme degli orientamenti pragmatici che si possono individuare nelle tradizioni e nella saggezza dei popoli o nel buon senso comune: patrimonio di cui ogni comunità culturale conserva le tracce anche nei propri sistemi normativi (morale). E sarà peraltro opportuno sottolineare il carattere auto-nomo dell'etica in contrapposizione a quello di legge oggettiva proprio delle prescrizioni morali, seguendo le indicazioni di Ricoeur.
 
Quale etica  dunque e quali normative morali?


Alla prima domanda non si può rispondere con una de-finizione perché in questo modo si cadrebbe nel dominio della  prescrizione morale .

La risposta, in questo caso, consiste nell'individuazione di quelle forme naturali di intenzionalità che guidano l'agire di una comunità sociale prima di ogni normativa. La norma viene dopo, come sintassi e semantica codificata dell'agire etico. 

L'etica  dunque precede la morale, e su di essa quest'ultima si fonda o dovrebbe fondare le sue regole.

 
È all'etica che si deve dunque dedicare maggior attenzione e a cui conviene orientare l'indagine.
 
L'insieme dei comportamenti  etici  può essere assimilato ad un sistema flessibile , riginato da intenzioni pre-conscie, naturali, istintuali dall'orientamento mutevole. Come tutti i sistemi di questo tipo tende continuamente ad adattarsi al mutamento dei contesti storici locali. Al presente, si deve fare i conti con la complessità e con il conseguente aumento della probabilità di casualità anche nelle dinamiche sociali. Situazioni  che spesso richiedono di essere affrontate con sollecitudine nella loro emergenza, senza il supporto di un orientamento teleologico stabile e universale.

 
Anticamente il  mythos (il futuro anteriore) era una riserva di modelli di comportamento concentrate nelle figure di dei o eroi. Oggi la velocità con cui  gli eventi  impongono, di necessità, l'urgenza di essere affrontati,  senza possibilità di differimento, ci  richiede di essere pronti a imboccare una via o di cambiare direzione e orientamento, accettando  i rischi che le scelte comportano. Disposti a portare aggiustamenti e correzioni al proprio agire, senza aver la pretesa di muoversi in vista della realizzazione di una aspettativa o di un telos fissato una volta per tutte.


Questo richiede l'assunzione di responsabilità.


La  responsabilità consiste nell'individuazione e gestione delle priorità di scelta e nell'assunzione  e nell'accettazione consapevole del rischio che la scelta comporta.


L' equità della scelta non è  prevedibile con certezza. Si presenta dunque come  de-cisione dal carattere eticamente funzionale e priva di qualsiasi universalità.


Il suo valore e la sua trasformazione in norma può essere deciso solo da una razionalizzazione a posteriori conseguente all'esito pragmatico.

 

 

 
aaaa